Servono investimenti, rinnovo del contratto, libertà di insegnamento, organici e una risposta al precariato.

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Federazione
UIL Scuola RUA

Comunicato stampa
22 novembre 2019

Legge di Bilancio 2020, quello che non c’è ma che ci dovrebbe essere
L’istruzione e la ricerca vincono in cinque mosse: investimenti, rinnovo del contratto, libertà di insegnamento, organici e precariato
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Dopo la riunione dei direttivi unitari che si è tenuta mercoledì 20 novembre al teatro Quirino di Roma, Flc CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GIDLA Unams hanno raccolto in un documento gli obiettivi su cui si rilancia una forte iniziativa dei sindacati legata al confronto sulla Legge di Bilancio per il 2020.

I cinque sindacati più rappresentativi del comparto istruzione e ricerca chiedono politiche di forte investimento nei settori della conoscenza, volti anche a definire le condizioni per un rinnovo contrattuale che rivaluti in modo significativo tutte le professionalità operanti nella scuola, nell’Università e AFAM, negli Enti di Ricerca.

Il documento unitario*
[N.d.R.> Documentazione/ Link/ Indirizzi presenti nella nota UIL Scuola originale e/o disponibili sui siti segnalati *]

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Estratto

Flc CGIL

CISL Scuola

UIL Scuola Rua

SNALS Confsal

GILDA Unams

Legge di Bilancio 2020,
quello che non c’è ma che ci dovrebbe essere

L’Istruzione e la ricerca vincono in cinque mosse: investimenti, rinnovo del CCNL, libertà di insegnamento, organici e precariato

Premessa

Nell’analizzare i contenuti del disegno di legge di bilancio 2020, non manca la consapevolezza che i nodi economici irrisolti ereditati dai precedenti governi hanno imposto una manovra da 30 miliardi di euro, di cui ben 23,1 miliardi esclusivamente per scongiurare, nel 2020, un aumento delle aliquote IVA dal 22 al 25,2% e dal 10 al 13%. Non mancano interventi che rappresentano elementi di discontinuità rispetto al recente passato (non si fa più riferimento al pareggio di bilancio, un cambio di passo rispetto alla lotta all’evasione fiscale, taglio del cuneo fiscale dal versante del lavoro dipendente, l’avvio del Green new deal, il rafforzamento della clausola investimenti del 34% al Mezzogiorno, alcuni interventi per la famiglia, ecc.). Tuttavia registriamo che, nonostante le ripetute affermazioni da parte del Ministro dell’Istruzione e del Presidente del Consiglio circa la necessità di realizzare cospicui investimenti pluriennali e strutturali nel settore dell’istruzione e ricerca, nel disegno di legge sono previsti solo pochi e disorganici interventi, in piena continuità con le scelte politiche dei governi degli ultimi anni. Nel valutare le scelte di governo sull’istruzione e la ricerca punto di riferimento essenziale è la loro coerenza con gli accordi e le intese sottoscritte con il primo Governo Conte e confermate dal secondo con gli accordi sottoscritti con il ministro Fioramonti il 1° ottobre 2019.

In questo contesto, le Organizzazioni sindacali unitariamente sono impegnate con ogni forma di coinvolgimento e mobilitazione del personale e dell’opinione pubblica.

Un investimento straordinario nell’Istruzione e nella Ricerca

Veniamo da un lungo periodo di disinvestimento nei settori della conoscenza che ha contribuito ad acuire in maniera parossistica le diseguaglianze economiche e sociali tra territori e cittadini.

È necessario cambiare completamente direzione. Gli investimenti nelle infrastrutture sociali ed in particolare nell’istruzione e la ricerca, devono diventare una delle priorità nelle scelte politiche dei prossimi anni. Coerentemente rivendichiamo massicci investimenti nell’intero sistema di istruzione per riparare ai guasti provocati dalla politica dei tagli al personale, al tempo scuola, alla ricerca, all’università. Per fare questo, proponiamo un investimento pari ad almeno un punto di Pil (17 miliardi di euro) nei prossimi dieci anni per colmare la differenza rispetto alla media degli investimenti europei nel settore. Inoltre per il Mezzogiorno, chiediamo un intervento straordinario, che utilizzi quota parte delle risorse determinate dall’applicazione della clausola del 34/% e delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, per un piano di sviluppo dell’intero sistema della conoscenza di quei territori: costruire nuove scuole, ridurre significativamente il numero di studenti per classe, aumentare il tempo pieno nella scuola primaria e prevedere le relative misure di supporto (mense, trasporti, ecc..), ampliare le dotazioni organiche del personale docente e ATA, attuare un ambizioso programma di reclutamento nelle Università e negli Enti di ricerca, realizzare misure per il diritto allo studio universitario finalizzate ad avviare un percorso verso la gratuità completa dei percorsi di formazione.

Rinnovo contrattuale e interventi normativi sull’istruzione e la ricerca

Rapporto legge-contratto

Occorre valorizzare la contrattazione integrativa, ripristinando le prerogative contrattuali rispetto alla legge su diverse materie, a partire dall’ organizzazione del lavoro.

Retribuzione tabellare

Occorre incrementare le risorse per il rinnovo contrattuale visto che quelle attualmente stanziate nel disegno di legge di Bilancio consentono, a regime, un incremento delle retribuzioni di poco superiore all’inflazione. Per i lavoratori del comparto “Istruzione e Ricerca” l’aumento sarebbe di meno di 80 euro medi mensili ben lontano dall’aumento a “tre cifre” promesso a più riprese.

Inoltre, poiché gli stanziamenti per il rinnovo contrattuale sono comprensivi dell’elemento perequativo attribuito ad oltre il 40 per cento dei lavoratori del comparto, a testimonianza che le retribuzioni del comparto istruzione e ricerca sono significativamente inferiori a quelle delle altre pubbliche amministrazioni, l’aumento medio mensile si riduce a circa 70 euro. Le risorse per l’elemento perequativo devono essere considerate pertanto aggiuntive rispetto a quelle occorrenti per il rinnovo contrattuale.

Al fine di conseguire un reale avvicinamento alla media delle retribuzioni europee, è necessario un significativo stanziamento aggiuntivo.

Non è infine previsto alcun finanziamento aggiuntivo al FFO e FOE per coprire le spese che verranno sostenute dagli atenei e dagli Enti di Ricerca per l’adeguamento delle retribuzioni.

Salario accessorio

Occorre incrementare le risorse per la contrattazione integrativa e individuare specifiche risorse per la valorizzazione professionale del personale del comparto.

Per il settore scuola occorre integrare il fondo per il finanziamento delle attività accessorie (MOF) la cui consistenza è rimasta invariata ai livelli del 2013, nonostante si sia da allora registrato un complessivo incremento numerico del personale docente e Ata in servizio.

Per quanto riguarda i Dirigenti Scolastici va data piena e integrale attuazione ai contenuti dell’intesa del 30 ottobre 2019 fra sindacati e MIUR.

Per l’università e la ricerca va dato seguito all’intesa dello scorso del 24 aprile prevedendo un intervento normativo per consentire maggiore flessibilità nella costituzione e nell’utilizzo dei fondi del salario accessorio, eliminando le attuali limitazioni al tetto del fondo e più risorse finalizzate a riavviare progressioni economiche e di carriera sostanzialmente bloccate da dieci anni.

Interventi specifici per il settore
Scuola
Sanzioni disciplinari

Anche alla luce della recente ordinanza della Cassazione Civile, va chiarito che la sanzione fino a 10 giorni di sospensione dal servizio non può essere irrogata dal Dirigente Scolastico, ma dall’Ufficio per i procedimenti disciplinari. Va pertanto modificato il Decreto 75/2017 (Madia).

Per i docenti, inoltre, occorre istituire un organismo di garanzia per la tutela della libertà di insegnamento che sappia all’occorrenza discernere fra ciò che, rientrando nella sfera della libertà di insegnamento, non può essere oggetto di sanzione e ciò che invece si può configurare come condotta antigiuridica e pertanto censurabile.

Sistema delle abilitazioni nella scuola

Occorre rendere disponibili in via strutturale e permanente opportunità e percorsi di abilitazione rivolti alle diverse tipologie di personale docente. Oltre a garantire l'accesso a chi è in possesso del/i titolo/i necessari indipendentemente dall'aver prestato servizio, il sistema deve prevedere a regime un accesso con modalità semplificate ai per:

• precari con almeno 3 anni di servizio

• docenti già di ruolo che, in possesso del titolo di accesso, aspirano a cambiare classe di concorso o ordine/grado di scuola

• dottori di ricerca

Va inoltre previsto l'accesso semplificato ai corsi di specializzazione per i docenti con consistente servizio sul sostegno.

Responsabilità in materia di sicurezza negli ambienti scolastici

Qualora non si provveda con idoneo emendamento in legge di bilancio, sarà necessario intervenire normativamente per distinguere le responsabilità strutturali e impiantistiche degli Enti proprietari degli edifici da quelle gestionali che gravano sui Dirigenti Scolastici.

Stabilizzazione organici

Va superata in via generale, sia pure con gradualità, la distinzione tra organico di fatto ed organico di diritto.

Docenti

Occorre incrementare la dotazione organica di diritto dei posti di sostegno, riducendo quelli attualmente assegnati in deroga che sono quasi 70.000. Si tratta oramai di un dato in continuo aumento, non determinato da esigenze di carattere temporaneo ma corrispondente a un fabbisogno strutturale del sistema.

ATA

Occorre incrementare l’organico implementando i parametri di distribuzione del personale alle scuole anche in ragione delle sempre più crescenti esigenze di sicurezza e assistenza degli alunni specie per quanto riguarda il profilo di collaboratore scolastico.

Occorre un piano straordinario di stabilizzazione in quanto da anni circa 20.000 posti, oltre il 10% dell’organico, è sono coperti con contratti di lavoro precario. Occorre abrogare le norme che impediscono di sostituire i colleghi assenti sin dal primo giorno di assenza. L’organico potenziato va previsto anche per il personale ATA.

Rafforzamento della funzione docente nell’ambito degli organi collegiali

Vanno ripristinati ruolo, composizione e modalità di funzionamento previsti in origine per il Comitato di valutazione dei docenti, eliminando le competenze attribuite in materia di premialità dalla legge 107/2015.

Occorre inoltre ribadire in modo esplicito la potestà degli organi collegiali (Consiglio di Istituto e Collegio dei docenti) in materia di indirizzi generali nella redazione del PTOF e nella gestione della Istituzione scolastica.

Sburocratizzazione del lavoro docente e di segreteria, semplificazione del processo di programmazione e verifica

Occorre limitare all’essenziale e a reali esigenze di funzionalità la documentazione attinente ai processi didattici e amministrativi, valorizzando quanto più possibile l’autonomia progettuale e di gestione delle attività nell’ambito di una professionalità docente che si esplica nella sua dimensione individuale e collegiale, perseguendo nel contempo lo snellimento dei procedimenti amministrativi.

Al fine di liberare le scuole da compiti impropri e gravosi va rispristinata la funzionalità degli uffici territoriali dell’amministrazione periferica.

Interventi specifici per settore

Università

Finanziamento

È necessario incrementare significativamente la quota base del fondo di finanziamento delle università al fine di ridare impulso all’offerta formativa e alla ricerca, nonché ai servizi agli studenti, avviando nel contempo un reclutamento speciale per sostituire le unità di personale cessato dal servizio negli ultimi 10anni per il quale non vi è stato turnover, di reintegrare i costi degli aumenti stipendiali e contrattuali e di prevedere un apposito finanziamento aggiuntivo finalizzato alla valorizzazione del personale.

Agenzia Nazionale per la Ricerca (ANR)

È certa l’esigenza di prevedere il coordinamento del Sistema Ricerca del Paese. Tuttavia la proposta di istituzione e composizione dell’Agenzia Nazionale per la Ricerca sconta i limiti propri di un dispositivo normativo definito in assenza del confronto con le Parti sociali e la Comunità Scientifica, con il rischio di trasformare un’opportunità in un fardello burocratico. Necessario quindi prevedere che la composizione ed il funzionamento dell’ANR siano rinviati ad uno collegato alla Legge di Bilancio

Interventi specifici per settore
AFAM

È necessario accelerare i processi in atto di stabilizzazione del personale docente e TA e di statizzazione degli istituti superiori di studi musicali e delle accademie storiche

Occorre affrontare, nell’immediato, il tema dei co.co.co figura contrattuale non più prevista ma largamente utilizzata per realizzare anche l’ordinaria offerta didattica e subito dopo l’ampliamento delle dotazioni organiche.

Occorre accelerare le procedure di inquadramento dei docenti di II fascia nella prima fascia, eliminando il riferimento al Regolamento sul Reclutamento recentemente ritirato, con contestuale trasformazione dei relativi posti.

Occorre istituire l’abilitazione artistica nazionale.

Roma, 22 novembre 2019


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Estratto

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^Fonte» UIL Scuola» Cmn_22NOV2019=RS_2019-11-23»
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Ultimo aggiornamento (Sabato 23 Novembre 2019 23:14)