La memoria della UIL Scuola inviata alla Commissione Cultura della Camera.

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UIL SCUOLA RUA

03 giugno 2026

Educazione musicale nei nidi e nelle scuole di ogni ordine e grado:
la memoria UIL Scuola inviata
alla Commissione Cultura della Camera

La Uil Scuola ha inviato venerdì 28 maggio alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati la memoria relativa alla proposta di legge A.C. 2392 relativa all’introduzione dell’educazione musicale nei nidi e nelle scuole di ogni ordine e grado.

Nel contributo presentato, la UIL Scuola ha evidenziato il valore formativo, inclusivo e sociale della musica, condividendo le finalità della proposta ma richiamando la necessità di garantire risorse adeguate, investimenti strutturali e organici sufficienti per assicurarne una reale applicazione su tutto il territorio nazionale.

In allegato la memoria integrale * presentata dalla UIL Scuola.

MEMORIA *

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PROPOSTA DI LEGGE A.C. 2392
Delega al Governo per l’introduzione, in via sperimentale, dell’insegnamento curricolare dell’educazione musicale negli asili nido e nelle scuole di ogni ordine e grado

CONTRIBUTO UIL SCUOLA

La proposta di Legge A.C. 2392, recante delega al Governo per l'introduzione, in via sperimentale, dell'insegnamento curricolare dell'educazione musicale negli asili nido e nelle scuole di ogni ordine e grado, rappresenta per la UIL Scuola un’iniziativa legislativa importante e significativa, in quanto affronta un’esigenza che riconosciamo necessaria e alla quale abbiamo da tempo riservato particolare attenzione.

Intendiamo, in questa sede, portare un contributo che si svilupperà su due piani:

1. implicazioni didattico-educative;

2. analisi e proposte.

Consideriamo importante l’approccio presente nella documentazione a sostegno della legge per introdurre l'insegnamento dell'educazione musicale fin dai primi anni di età del bambino, in quanto, “tenuto conto delle più recenti evidenze scientifiche, la musica rappresenta un potente stimolo alla crescita fisica e psicologica del bambino, in grado di aiutare nell'apprendimento di altre discipline e di contribuire allo sviluppo di aree cerebrali legate all'emotività”.

Se educare significa saper unire aspetti tecnici e scientifici con la crescita della persona, armonizzandone la conoscenza, la sensibilità e l’azione, ciò può avvenire basando ogni insegnamento sull’attivazione di meccanismi psichici. La musica ha, indubbiamente, questa capacità, poiché il pensiero artistico è un pensiero organizzatore.

Successivamente alla sedimentazione delle esperienze, si formano rappresentazioni mentali a cui il cervello associa immagini acustiche, cioè i suoni, che contribuiranno a favorire la comparsa delle parole e, di conseguenza, a incoraggiare il processo linguistico e comunicativo. Familiarizzare fin dalla tenera età con le strutture musicali aiuta a sviluppare autonomia di pensiero e capacità di interpretazione della realtà poiché la musica, intesa come linguaggio simbolico, non è una riproduzione della realtà ma il mezzo di conoscenza della stessa.

La musica, inoltre, se usata allo scopo di esprimere sé stessi, le proprie percezioni e il proprio spirito critico, possiede ancora di più un valore educativo. L’esercizio creativo, infatti, attiva tutti quei meccanismi di percezione, osservazione, analisi ed elaborazione che rappresentano i processi dello sviluppo interattivo.

L’educazione musicale non va intesa, dunque, come addestramento ad una determinata arte; non è sinonimo di istruzione finalizzata all’acquisizione di un sapere tecnico. Per educazione intendiamo la formazione più ampia della personalità e della socialità dell’allievo e riconosciamo alla musica una capacità fortemente inclusiva che consente di valorizzare i diversi tipi di intelligenze e di facilitare le relazioni tra i pari, favorendo, in ultima analisi, anche ad una platea più ampia la scelta del proseguimento di studi di natura tecnico-strumentale all’interno dei percorsi di scuola secondaria.

La musica può contrastare le disuguaglianze, per questo diventa fondamentale rendere accessibile lo studio della musica, anche la pratica strumentale e del canto, e slegarla da fattori economici e culturali per non rischiare di escludere molti giovani da un’esperienza formativa.

Fatta questa premessa, dunque, la proposta di legge risponde alle sintetiche considerazioni da noi formulate rivolgendo la promozione dell’educazione musicale non solo alla scuola secondaria di I grado e alla scuola primaria, com’è attualmente, ma a tutti gli ordini e gradi di scuola, riconoscendone il valore formativo, inclusivo e sociale.

Pur condividendo i principi ispiratori della proposta, rileviamo delle criticità che rischiano di compromettere l’efficacia e la portata dell’intervento:

• Occorre garantire pari accesso a tutti, su tutto il territorio nazionale. La sperimentazione contemplata nella proposta di legge potrebbe essere intesa in maniera più ampia e non trovare applicazione soltanto attraverso l’individuazione di alcune scuole e classi nelle quali dare seguito alla sperimentazione in base alle risorse previste nell’art. 2 dalla stessa proposta di legge;

• Considerate le esigue risorse stanziate, 1 milione il primo anno e 3,5 per gli anni successivi, se rapportate al numero complessivo del personale scolastico e alla formazione del personale già abilitato, risultano insufficienti per l’assunzione del personale;

• Ogni progetto sulla scuola, per essere attuabile, deve poggiare su risorse stabili e adeguate agli organici, per la formazione nonché per l’acquisto di strumenti e attrezzature necessarie per realizzare questo percorso. In troppe realtà, ancora oggi, non è garantita un’effettiva parità di accesso ai servizi educativi.

Negli anni abbiamo assistito a numerosi tentativi di valorizzare la musica nella scuola con Leggi, Decreti e proposte di legge, tutti provvedimenti animati da buone intenzioni, ma accomunati dall’evidente limite della mancanza di investimenti. Senza finanziamenti adeguati rimangono nobili intenti.

Come ribadito più volte, nella pratica, ogni anno assistiamo a continui tagli di organico a seguito della denatalità che, anziché trasformarsi in risorse per realizzare progetti educativi sempre più efficaci, diventano un’occasione per fare cassa. Questo anche a danno di quelle scuole che vorrebbero realizzare percorsi musicali già strutturati e presenti nei curricula e nelle indicazioni nazionali, incrementando le scuole medie ad indirizzo musicale e i licei musicali.

In conclusione, la proposta di legge dovrà prevedere, in questo senso, interventi correttivi, che non possono prescindere dall'incremento dell'organico del personale docente anche al fine di capillarizzare tale insegnamento e assicurare omogeneità di offerta formativa su tutto il territorio nazionale.

[N.d.R.» PDF leggibile/scaricabile/stampabile/ pp 3> Circa 95 KB]

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[* N.d.R.> Documentazione/ Link/ Indirizzi presenti nella nota UIL Scuola RUA originale e/o disponibili sui siti segnalati **]

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Da/ Fonte/ Titolare»
UIL Scuola RUA
Comunicato - Documento
03 giugno 2026


 

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