Scarti di sughero per depurare l’acqua
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Dal CNR-NANOTEC, in collaborazione con l’Università del Salento, nuova tecnologia green con “scarti” di sughero. |
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Da Lecce Un team Cnr-Nanotec, in collaborazione con l’Università del Salento, ha sviluppato un materiale in grado di rimuovere oli e sostanze inquinanti dall’acqua, ottenuto da scarti industriali di sughero. I risultati sono pubblicati sul Journal of Hazardous Materials Un team di ricerca dell’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche di Lecce (CNR-NANOTEC) ha sviluppato, in collaborazione con l’Università del Salento, un nuovo materiale ottenuto dal riutilizzo di scarti industriali di sughero, in grado di rimuovere oli e inquinanti dall’acqua. La nuova tecnologia green è un risultato del progetto MSP4Water, finanziato dal fondo per la crescita sostenibile del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), dedicato allo sviluppo di innovazioni per affrontare le crescenti sfide legate alla scarsità e alla qualità dell’acqua. Il risultato è pubblicato sulla rivista Journal of Hazardous Materials. “Il processo sviluppato si basa sul riutilizzo di scarti industriali di sughero, trasformati in carbonio grafitico e integrati in una struttura porosa in grado di assorbire selettivamente oli e sostanze inquinanti”, spiega il ricercatore Antonio Turco, uno dei responsabili del gruppo EDGE-Tech di CNR-NANOTEC. “Si evita così l’impiego di solventi chimici, utilizzando tecniche a basso impatto, rendendo il materiale efficace e potenzialmente applicabile a livello industriale”. Le spugne ottenute sono prive di tossicità e mostrano elevata capacità di assorbimento, rapidità di azione e riutilizzabilità, caratteristiche utili nella bonifica ambientale, dalla gestione di sversamenti industriali al trattamento di acque contaminate. “Il percorso di ricerca che portiamo avanti da anni sui materiali a base di carbonio per applicazioni ambientali ha consentito di sviluppare diverse soluzioni innovative basate su nanotubi di carbonio e grafene per la separazione acqua-olio e la rimozione di contaminanti”, aggiunge Francesco Ferrara, coordinatore dell’unità CNR nel progetto MSP4Water. “Questo risultato ne rappresenta un’evoluzione, con una crescente attenzione a sostenibilità e valorizzazione di materiali di scarto”. Lo studio CNR-NANOTEC vede il coinvolgimento tra gli altri del primo ricercatore Clara Piccirillo e delle assegniste di ricerca Roberta Di Maio e Antonella Iaia. “Questo nuovo avanzamento nelle soluzioni sostenibili per la tutela delle risorse idriche conferma la rilevanza della ricerca sviluppata a Lecce nei materiali avanzati per la bonifica ambientale, un filone riconosciuto a livello internazionale, e rafforza il nostro territorio come riferimento nel settore”, conclude Fabrizio Illuminati, direttore CNR-NANOTEC. Immagine ≈ ≈ ≈ ≈ ≈ ≈ ≈ ≈ ≈ ≈ ≈ ≈ ≈ ≈ ≈ ≈ ≈ ≈ |
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Fonte dei dati, informazioni, procedure e documenti sono reperibili presso siti web/portali, esterni, ai link **» Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) Istituto di nanotecnologia (CNR-NANOTEC) Istituto di Sistemi e Tecnologie Industriali Intelligenti per il Manifatturiero Avanzato (CNR STIIMA) Università del Salento Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) |
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^Fonte» CNR» Cmn_17Giu2026=RS_2026-06-18» |
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» www.reporterscuola.it «
Ultimo aggiornamento (Giovedì 18 Giugno 2026 19:59)












