Uso da parte dei docenti dal 57,4% al 69%.

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INDIRE
Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e
Ricerca Educativa
Lanciano, 22 ottobre 2026

Intelligenza artificiale a scuola,
l’uso tra i docenti sale dal 57,4% al 69%

Presentata oggi* a Didacta Italia – edizione Abruzzo la seconda analisi nazionale di INDIRE e La Tecnica della Scuola, condotta su un campione non rappresentativo di 2.105 insegnanti. Tra coloro che hanno risposto, l’uso dell’IA nella didattica passa dal 57,4% al 69%. Quasi raddoppiato l’impiego come strumento compensativo per l’inclusione.

Cresce l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel lavoro degli insegnanti, ma aumenta anche la prudenza rispetto ai suoi effetti sull’apprendimento e all’uso da parte degli studenti. È quanto emerge dalla seconda analisi nazionale sul rapporto tra IA, didattica e professione docente, realizzata dal Gruppo di ricerca PATHS di INDIRE e dalla casa editrice La Tecnica della Scuola, presentata oggi a Didacta Italia – edizione Abruzzo.

L’analisi si basa sulle risposte complete di un campione di 2.105 docenti di ogni ordine e grado, rispetto ai 1.803 partecipanti alla rilevazione del 2025. Benché non sia rappresentativa della popolazione docente italiana, i risultati descrivono le esperienze e le opinioni dei rispondenti, e offrono elementi utili per approfondire l’evoluzione del rapporto tra scuola e intelligenza artificiale.

Il 69% dei docenti rispondenti dichiara di aver utilizzato l’IA nella propria attività didattica, (57,4% nel 2025), con un aumento di 11,6 punti percentuali. Gli strumenti vengono impiegati per attività quali la progettazione didattica e la personalizzazione dei materiali.

Un dato di particolare interesse riguarda l’inclusione scolastica: l’uso dell’IA come strumento compensativo per alunni con bisogni educativi speciali o con disabilità passa dal 10% al 18,8%, quasi raddoppiando rispetto alla precedente rilevazione. Il 56,8% dei rispondenti dichiara inoltre di utilizzare l’IA per attività di supporto al lavoro docente, come la redazione di relazioni, verbali e Piani didattici personalizzati.

Alla crescita dell’utilizzo si accompagna una maggiore cautela. Il 44% degli insegnanti, rispetto al 36% del 2025, esprime preoccupazione per il rischio che gli assistenti virtuali distraggano gli studenti e li inducano ad accettare senza verifica risposte inesatte o prive di fondamento.

Scende invece dal 56% al 48% la quota di chi ritiene che un assistente virtuale a disposizione di ogni studente possa migliorare i risultati scolastici generali. Il 47% dei rispondenti considera questi strumenti un valido supporto per lo studio autonomo a casa.

I principali risultati a confronto

Indicatore

2025

2026

Variazione

Utilizzo dell’IA nell’attività didattica

57,4%

69,0%

+11,6

Uso come strumento compensativo per alunni con BES o disabilità

10,0%

18,8%

+8,8

Fiducia nel miglioramento dei risultati scolastici grazie a un assistente virtuale per ogni studente

56,0%

48,0%

−8,0

Preoccupazione per distrazione e accettazione acritica di risposte inattendibili

36,0%

44,0%

+8,0

Utilizzo esclusivo di strumenti gratuiti

85,0%

66,1%

−18,9

Percentuali riferite ai rispondenti alle rispettive rilevazioni. Il confronto descrive le differenze tra i due campioni e non misura necessariamente cambiamenti negli stessi docenti.

Cambiano anche le modalità di accesso agli strumenti: la quota di docenti che si affida esclusivamente a soluzioni gratuite diminuisce dall’85% al 66,1%, mentre il 21,4% dichiara di utilizzare account scolastici istituzionali integrati.

Resta centrale il tema della formazione. Il 61% dei docenti indica la mancanza di competenze professionali come principale ostacolo a un uso consapevole dell’IA; il 39,7% dei rispondenti esprime il desiderio di partecipare a percorsi formativi sistematici dedicati al suo impiego etico e pedagogico.

L’analisi approfondisce anche il recepimento delle Linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito sull’intelligenza artificiale. Il 30,1% dei docenti riferisce che la propria scuola ne ha formalizzato l’adozione nell’ambito di progetti specifici; il 37,6% segnala che non è stato deliberato alcun piano, mentre il 32,2% dichiara di non conoscere lo stato di attuazione nel proprio istituto. Queste percentuali descrivono quanto riportato dai partecipanti e non costituiscono una rilevazione diretta sulle scuole.

Il quadro restituito dall’analisi associa dunque una maggiore diffusione dell’IA a una più esplicita attenzione alle sue implicazioni educative. Le esperienze raccolte e la domanda di formazione offrono una base di confronto sulle condizioni per un impiego consapevole di questi strumenti e sul ruolo della mediazione docente.

*Didacta Italia – edizione Abruzzo
Lanciano, 22 ottobre 2026

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Da/ Fonte/ Titolare»
INDIRE
Comunicato
22 ottobre 2026


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Estratto

Fonte dei dati, informazioni, procedure e documenti sono reperibili presso siti web/portali, esterni, ai link **»

Indire
www.indire.it

Didacta Italia - edizione Abruzzo
https://exhibitor.fieradidacta.it/edizione-abruzzo


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